“Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora”

“Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora”

Con la parabola delle dieci vergini, Gesù parla del Regno dei cieli con la figura del banchetto nuziale, uno dei simboli più ricorrenti nella Scrittura. Dieci ragazze attendono lo sposo, con le lampade accese. Cinque sono pronte, cinque no. La differenza tra sagge e stolte non sta nell’aver atteso, ma nell’essersi preparate all’imprevisto. Tutte si addormentano, ma solo alcune hanno portato l’olio: quel piccolo dettaglio che fa la differenza tra l’ingresso alla festa e l’esclusione.

L’olio è ciò che non si può prendere in prestito, non si può improvvisare all’ultimo. È simbolo della vigilanza interiore, della cura costante, della responsabilità personale. Non basta esserci “quando suona il grido”: bisogna essere pronti. Il racconto non è una minaccia, ma un invito. Il Regno non è una scadenza da temere, ma un incontro da desiderare. E proprio per questo, richiede attenzione e fedeltà nel tempo dell’attesa.

“Non vi conosco”, dice lo sposo alle vergini in ritardo. Parole dure, che ci ricordano che non basta l’apparenza, ma serve una relazione vera con il Signore, coltivata nel quotidiano. Questo Vangelo ci interpella: che ne è del nostro olio? Ci stiamo preparando per l’incontro, o viviamo come se lo sposo non arrivasse mai?

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